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Multe stradali in Calabria, dove finiscono i soldi? La sicurezza non può diventare una questione di bilancio

Multe Consumatori Italiani Ets calabria copertina
Silvia Barbaro

Presidente Consumatori Italiani Calabria ETS

C’è una domanda che come associazione dei consumatori riteniamo doverosa porre: quanto incassano i Comuni calabresi attraverso le sanzioni per le violazioni del Codice della strada e, soprattutto, come vengono utilizzate queste risorse?

Secondo i dati diffusi dal Codacons il 16 dicembre 2024, sulla base degli importi disponibili al 12 dicembre, in Calabria gli incassi derivanti dalle sanzioni stradali ammontavano a 22.526.769,65 euro. Una cifra che, se confermata, rappresenterebbe un flusso economico tutt’altro che trascurabile per gli enti locali.

Ma il punto non è soltanto quanto viene riscosso.

Il vero tema è cosa ritorna ai cittadini sotto forma di sicurezza, manutenzione e qualità delle strade.

Le multe non possono essere considerate una semplice entrata

Chi riceve una sanzione per una violazione del Codice della strada è tenuto a rispettare le conseguenze previste dalla legge, naturalmente quando l’accertamento è legittimo.

Ma proprio perché si tratta di somme che derivano da sanzioni, il cittadino ha diritto di sapere quale sia la destinazione delle risorse raccolte.

L’articolo 208 del Codice della strada prevede infatti un vincolo di destinazione per una quota dei proventi delle sanzioni, indirizzandola verso interventi collegati alla sicurezza della circolazione: manutenzione e messa a norma della segnaletica, attività di controllo, manutenzione delle strade, interventi a tutela degli utenti più vulnerabili e altre misure finalizzate alla sicurezza stradale.

Questo significa che la multa non dovrebbe essere percepita come uno strumento per “fare cassa”.

L’obiettivo della sanzione dovrebbe essere prima di tutto quello di contribuire al rispetto delle regole e alla prevenzione degli incidenti.

Ma le nostre strade sono davvero più sicure?

È una domanda che non possiamo evitare.

In molte zone della Calabria gli automobilisti continuano a percorrere strade caratterizzate da manto stradale deteriorato, buche, segnaletica poco visibile, illuminazione insufficiente e condizioni che possono creare difficoltà soprattutto agli utenti più fragili.

Pensiamo ai pedoni, ai ciclisti, alle persone anziane, alle persone con disabilità e, naturalmente, a chi ogni giorno utilizza l’automobile per raggiungere il lavoro o accompagnare i propri familiari.

Se contemporaneamente aumentano le risorse raccolte attraverso le sanzioni, è legittimo chiedere se una parte adeguata di quelle somme stia effettivamente tornando sulle strade.

Non stiamo dicendo che ogni Comune utilizzi illegittimamente i proventi delle multe.

Stiamo dicendo qualcosa di diverso e, a nostro avviso, molto più semplice: i cittadini devono poterlo verificare.

La trasparenza deve essere concreta

Ogni amministrazione dovrebbe mettere i cittadini nelle condizioni di conoscere con chiarezza:

  • quanto è stato incassato attraverso le sanzioni;
  • quale parte delle somme è soggetta a vincolo di destinazione;
  • quali interventi sono stati finanziati;
  • quanto è stato effettivamente speso;
  • quali opere sono state realizzate per migliorare la sicurezza stradale.

Non basta pubblicare numeri difficili da interpretare.

La trasparenza deve consentire al cittadino di comprendere quale rapporto esista tra le somme versate attraverso le multe e gli interventi concretamente realizzati sul territorio.

È un principio di buona amministrazione, ma anche una forma di rispetto nei confronti di chi paga.

Autovelox e sicurezza: due questioni che non vanno confuse

In questi mesi il tema degli autovelox ha assunto una particolare rilevanza anche in Calabria.

Il controllo della velocità è uno strumento importante per prevenire gli incidenti, ma deve essere esercitato nel pieno rispetto delle regole e con apparecchiature conformi alla normativa.

Non possiamo accettare l’idea che il cittadino percepisca i dispositivi elettronici esclusivamente come strumenti destinati a produrre sanzioni.

Un autovelox deve essere innanzitutto uno strumento di prevenzione.

Se posizionato correttamente e utilizzato nel rispetto della legge, può contribuire a ridurre la velocità e quindi il rischio di incidenti. Se invece il cittadino ha la sensazione che il suo unico effetto sia quello di aumentare gli introiti dell’amministrazione, viene meno proprio quella funzione educativa e preventiva che dovrebbe essere alla base del sistema.

Il nuovo Codice della strada è già in vigore

Dal 14 dicembre 2024 sono operative le modifiche introdotte dalla legge 25 novembre 2024, n. 177, che ha modificato diverse disposizioni del Codice della strada con l’obiettivo dichiarato di rafforzare la sicurezza della circolazione. L’entrata in vigore delle nuove norme rappresenta anche un’occasione per tornare a riflettere sul rapporto tra sanzioni, prevenzione e sicurezza stradale. Il tema delle multe, infatti, non può essere affrontato soltanto chiedendosi quanto e come debba pagare chi commette una violazione. È altrettanto importante interrogarsi su come vengono utilizzate le risorse che le sanzioni producono e se queste contribuiscano concretamente a rendere più sicure le strade.

Più controlli e sanzioni hanno senso se fanno parte di una strategia complessiva di prevenzione. E questa strategia deve necessariamente comprendere manutenzione delle strade, segnaletica adeguata, illuminazione, interventi sui punti più pericolosi e tutela degli utenti vulnerabili.

La sicurezza, in altre parole, non può fermarsi al momento in cui viene elevata una multa: deve proseguire anche attraverso l’utilizzo responsabile delle risorse che quella sanzione genera.

Consumatori Italiani Calabria chiede chiarezza

Come Consumatori Italiani Calabria ETS, riteniamo necessario che i cittadini possano conoscere, senza difficoltà, la destinazione delle risorse provenienti dalle sanzioni stradali.

Per questo chiediamo alle amministrazioni locali di garantire massima trasparenza sui proventi delle multe e sul loro effettivo utilizzo, mettendo a disposizione dei cittadini informazioni chiare, complete e facilmente consultabili.

Non vogliamo che questo tema venga affrontato soltanto quando arriva una multa nella cassetta della posta.

Vogliamo che si parli anche di ciò che accade dopo il pagamento.

Perché il cittadino che rispetta le regole e paga una sanzione deve poter sapere che quelle risorse contribuiscono, secondo quanto previsto dalla legge, a migliorare il luogo in cui vive e la sicurezza di chi ogni giorno percorre quelle strade.

Le multe possono essere uno strumento di prevenzione.
La sicurezza stradale deve essere il risultato.

E su questo risultato, i cittadini hanno il diritto di essere informati.