Calabria, quando un’interruzione ferroviaria diventa un problema di diritto alla mobilità
Presidente Consumatori Italiani Calabria ETS
Un’interruzione ferroviaria può certamente verificarsi. Un evento meteorologico particolarmente intenso può mettere in difficoltà una rete infrastrutturale e rendere necessario sospendere temporaneamente la circolazione per ragioni di sicurezza.
Ma quando un’interruzione si trasforma in ore di attesa, cancellazioni, informazioni insufficienti e passeggeri lasciati senza adeguate alternative, allora il problema non riguarda più soltanto il trasporto ferroviario.
Riguarda i diritti dei cittadini.
È quanto accaduto il 14 gennaio 2025 lungo la linea tirrenica calabrese, dove il maltempo ha provocato l’interruzione della circolazione ferroviaria e pesanti ripercussioni sui collegamenti da e verso la Calabria. A Scalea, in particolare, numerosi viaggiatori sono rimasti in attesa dei servizi sostitutivi, mentre alcuni treni hanno accumulato ritardi di diverse ore.
Non è soltanto una questione di ritardi
Quando un treno arriva con qualche minuto di ritardo, siamo davanti a un disservizio che può essere certamente fastidioso.
Quando invece un’intera linea viene interrotta e vengono coinvolti Intercity, treni ad Alta Velocità e collegamenti regionali, le conseguenze possono essere molto più serie: persone che devono raggiungere il lavoro, studenti, anziani, famiglie con bambini, cittadini che devono prendere un aereo o raggiungere un’altra città per una visita o per motivi professionali.
In queste situazioni il passeggero non ha bisogno soltanto di sapere che il treno è fermo.
Ha bisogno di sapere perché è fermo, quanto potrebbe durare l’interruzione, quali alternative sono disponibili e come potrà completare il proprio viaggio.
Ed è proprio sulla qualità dell’informazione che, a nostro avviso, occorre aprire una riflessione.
Il passeggero non può essere lasciato solo
Durante l’emergenza del 14 gennaio, le cronache hanno raccontato di viaggiatori rimasti per ore nelle stazioni e di collegamenti sostitutivi attivati con difficoltà. Le condizioni meteorologiche rendevano ancora più complicata la situazione, anche perché in alcuni punti risultavano problematiche anche le infrastrutture stradali.
Questo aspetto è particolarmente importante.
Quando una linea ferroviaria viene interrotta, la soluzione non può essere semplicemente comunicare al passeggero che il servizio è sospeso.
Occorre mettere in campo, quando le condizioni lo consentono, una gestione dell’emergenza capace di accompagnare il viaggiatore fino alla destinazione o almeno di fornirgli tempestivamente indicazioni concrete sulle alternative disponibili.
Il passeggero deve sapere cosa fare.
E deve poterlo sapere in tempi ragionevoli.
La Calabria non può essere fragile ogni volta che arriva il maltempo
La vicenda del 14 gennaio pone però una questione ancora più ampia.
Il Tirreno cosentino è un territorio nel quale ferrovia e viabilità stradale corrono lungo un asse fondamentale per i collegamenti tra il Nord e il Sud della Calabria.
Quando un problema sulla ferrovia si somma a difficoltà sulla viabilità, il rischio è quello di compromettere rapidamente la mobilità di un’intera area.
Proprio in quelle ore, ad esempio, l’ANAS aveva disposto la chiusura della SS18 a San Nicola Arcella in corrispondenza del viadotto sul Canal Grande, a causa delle condizioni di vento e del rischio per la sicurezza della circolazione.
Questo dovrebbe farci riflettere.
Una regione non può affidare la propria mobilità a infrastrutture che diventano estremamente vulnerabili ogni volta che si verificano condizioni meteorologiche avverse.
La sicurezza viene prima di tutto, naturalmente. Ma proprio per questo la prevenzione deve essere una priorità.
Servono infrastrutture più resilienti
Come associazione dei consumatori non intendiamo sostituirci ai tecnici o agli enti che devono accertare le cause di un’interruzione.
Chiediamo però che ogni episodio di questo genere venga analizzato anche per capire che cosa possa essere fatto per evitare che si ripeta.
La domanda non dovrebbe essere soltanto:
“Come ripristiniamo oggi il servizio?”
Dovremmo chiederci anche:
“Che cosa dobbiamo cambiare perché domani un evento analogo produca meno disagi?”
Questo significa investire nella manutenzione delle infrastrutture, nella prevenzione del rischio, nel monitoraggio delle aree più esposte al maltempo e nella capacità di intervenire rapidamente quando si verifica un’emergenza.
E ai passeggeri chi pensa?
C’è poi un altro aspetto che non può essere trascurato: l’assistenza al viaggiatore.
Una persona che rimane bloccata per ore non dovrebbe essere costretta a trasformarsi in un investigatore per capire come proseguire il proprio viaggio.
Informazioni aggiornate, indicazioni chiare, personale adeguatamente informato e servizi sostitutivi, quando concretamente attivabili, sono elementi essenziali della gestione di una situazione di emergenza.
E particolare attenzione deve essere riservata alle persone che hanno esigenze specifiche: anziani, persone con disabilità, persone malate, famiglie con bambini e tutti coloro che possono trovarsi in maggiore difficoltà durante una lunga attesa.
La qualità di un servizio pubblico si misura anche da come vengono trattati i passeggeri quando qualcosa va storto.
I cittadini hanno diritto a sapere e a essere tutelati
Come Consumatori Italiani Calabria ETS, riteniamo quindi necessario mantenere alta l’attenzione sulla qualità del trasporto ferroviario regionale e sui collegamenti da e verso la Calabria.
Non possiamo considerare normale che un’interruzione della circolazione possa trasformarsi in una giornata di caos per centinaia di persone.
Non possiamo nemmeno accettare che il viaggiatore debba affrontare da solo le conseguenze di un disservizio, senza informazioni tempestive sulle alternative e sui propri diritti.
Per questo invitiamo i cittadini che abbiano subito cancellazioni, ritardi rilevanti o spese aggiuntive a conservare biglietti, ricevute e ogni documentazione relativa al viaggio.
La documentazione può essere fondamentale per verificare, caso per caso, quali forme di rimborso o assistenza possano spettare al passeggero.
La Calabria non chiede privilegi. Chiede collegamenti affidabili
La nostra regione ha bisogno di infrastrutture moderne, sicure e capaci di garantire la continuità dei collegamenti anche nelle situazioni più difficili.
Il diritto alla mobilità non può essere considerato un diritto di serie B.
Chi vive in Calabria deve poter raggiungere Roma, Milano, Napoli, Salerno o qualsiasi altra destinazione con la stessa certezza di poter contare su un sistema di trasporto efficiente e adeguatamente organizzato.
Un’emergenza può essere imprevedibile. La fragilità di un sistema, invece, può e deve essere affrontata.
È su questo che chiediamo alle istituzioni, ai gestori delle infrastrutture e alle aziende di trasporto di confrontarsi.
Perché quando una linea ferroviaria si ferma, non si fermano soltanto i treni.
Si fermano persone, lavoro, appuntamenti, cure, relazioni e opportunità.
E una Calabria realmente connessa deve essere in grado di garantire ai propri cittadini non soltanto infrastrutture, ma anche sicurezza, informazione e tutela.