Aterp, richieste di pagamento e posizioni da verificare: consumatori italiani Calabria chiede lo stop agli errori
Presidente Consumatori Italiani Calabria ETS
Quando una richiesta di pagamento arriva da un ente pubblico, il cittadino tende naturalmente a considerarla corretta.
Ma cosa accade quando quella richiesta contiene un errore?
E soprattutto, chi deve sostenere il costo di quell’errore?
È una domanda che Consumatori Italiani Calabria ETS si è posta dopo aver raccolto diverse segnalazioni relative alle richieste di pagamento provenienti da ATERP Calabria, Azienda Territoriale per l’Edilizia Residenziale Pubblica, alcune delle quali affidate alla società di riscossione So.G.E.T.
Le situazioni segnalate presentano elementi differenti, ma hanno un denominatore comune: cittadini che chiedono di comprendere l’origine di somme loro richieste e che, in alcuni casi, contestano importi, periodi o presupposti della pretesa.
Come associazione dei consumatori abbiamo deciso di non limitarci a raccogliere le segnalazioni.
Abbiamo chiesto che le singole posizioni vengano verificate e che, laddove emergano errori, le richieste vengano immediatamente corrette o annullate.
Quando l'avviso non racconta tutta la storia
Una richiesta di pagamento non è un semplice foglio da pagare.
Dietro quell’importo dovrebbe esserci una ricostruzione precisa: quale somma viene richiesta, per quale periodo, sulla base di quale rapporto contrattuale e per quale ragione il cittadino dovrebbe essere considerato debitore.
Nelle segnalazioni ricevute abbiamo riscontrato situazioni che meritano attenzione: importi contestati, periodi che necessitano di essere ricostruiti, posizioni amministrative non aggiornate e richieste che i cittadini ritengono non coerenti con la documentazione in loro possesso.
In una materia così delicata non è sufficiente affidarsi esclusivamente a un dato presente in un archivio.
L’archivio deve essere corretto.
E quando il cittadino segnala un’incongruenza, l’amministrazione deve essere messa nelle condizioni di verificarla rapidamente.
Il cittadino non può diventare il controllore dell'ente
Questo è forse l’aspetto che ci preoccupa maggiormente.
Se un cittadino riceve una richiesta errata e deve perdere giornate per dimostrare che l’importo non è dovuto, qualcosa nel sistema non funziona.
Non possiamo pretendere che siano anziani, famiglie con difficoltà economiche o persone con limitate competenze amministrative a svolgere il lavoro di ricostruzione che dovrebbe essere garantito dagli uffici competenti.
Il cittadino deve collaborare, certamente.
Ma la collaborazione non può trasformarsi nell’obbligo di correggere gli archivi dell’amministrazione.
Quando la riscossione diventa un problema
La questione diventa ancora più delicata quando alla richiesta di pagamento seguono solleciti o procedure di riscossione.
Un errore iniziale, se non viene intercettato, può produrre conseguenze molto più pesanti.
Per questo riteniamo necessario che prima di procedere con ulteriori iniziative di riscossione venga verificata la correttezza delle singole posizioni.
Non chiediamo di bloccare il recupero delle somme effettivamente dovute.
Chiediamo di evitare che la riscossione prosegua nei confronti di chi ha elementi concreti per contestare la pretesa.
È una differenza fondamentale.
La prescrizione non è un dettaglio
Tra gli aspetti che devono essere verificati con particolare attenzione c’è anche quello dei termini di prescrizione.
Quando una richiesta riguarda periodi molto lontani nel tempo, il cittadino ha il diritto di sapere quando è sorto il credito, quali atti siano stati eventualmente notificati e se siano intervenuti fatti idonei a interrompere la prescrizione.
Non è sufficiente indicare un importo. Bisogna poter ricostruire la storia di quel credito.
Ed è proprio questa ricostruzione che chiediamo venga garantita in maniera trasparente.
Aterp deve fare chiarezza
Il patrimonio di edilizia residenziale pubblica svolge una funzione sociale fondamentale.
Per questo la sua gestione deve essere particolarmente rigorosa.
Gli alloggi pubblici sono destinati a persone e famiglie che spesso si trovano in condizioni economiche delicate. Una richiesta di pagamento errata o non adeguatamente motivata può quindi provocare conseguenze molto più pesanti rispetto a quelle che avrebbe per un cittadino con una situazione economica stabile.
Non possiamo aggiungere incertezza amministrativa a una situazione economica già fragile.
Chiediamo quindi ad ATERP Calabria di garantire un controllo puntuale delle posizioni oggetto di contestazione e di fornire risposte comprensibili ai cittadini.
Nessuno scaricabarile
C’è poi un altro principio che riteniamo fondamentale.
Quando il cittadino riceve una richiesta da un ente e la riscossione è affidata a un soggetto esterno, deve essere comunque chiaro chi è responsabile della posizione e a chi il cittadino deve rivolgersi per contestarla.
Non può esistere un percorso nel quale il cittadino viene rinviato da un ufficio all’altro senza ottenere una risposta.
L’affidamento della riscossione a un soggetto esterno non può significare l’affidamento all’esterno anche della responsabilità di spiegare al cittadino perché gli viene chiesto di pagare.
La nostra azione
Come Consumatori Italiani Calabria ETS abbiamo scelto di intervenire sulle segnalazioni ricevute chiedendo la verifica delle posizioni contestate e la correzione degli eventuali errori.
Il nostro obiettivo non è creare uno scontro con ATERP o con i soggetti incaricati della riscossione.
Il nostro obiettivo è molto più concreto: impedire che un cittadino paghi una somma che non deve e fare in modo che chi invece ha un debito legittimo possa conoscerne con chiarezza origine, importo e modalità di pagamento.
Abbiamo chiesto e continueremo a chiedere che le posizioni contestate siano esaminate individualmente, soprattutto quando vengono segnalati errori negli importi, periodi non corretti, pagamenti già effettuati o possibili problemi relativi alla prescrizione.
Il principio da cui non si può prescindere
La pubblica amministrazione ha il diritto di riscuotere quanto le spetta.
Ma questo diritto deve essere accompagnato da precisione, trasparenza e responsabilità.
Un cittadino non può essere considerato debitore sulla base di un dato che nessuno ha verificato.
E soprattutto non può essere costretto a pagare prima per poi dimostrare, con fatica e perdita di tempo, che quella somma non era dovuta.
Per questo chiediamo ad ATERP Calabria di considerare le contestazioni dei cittadini non come un ostacolo alla riscossione, ma come un’occasione per verificare e correggere il proprio sistema amministrativo.
Perché la riscossione di un credito pubblico deve essere certamente efficace.
Ma deve essere efficace soprattutto nel chiedere il pagamento alla persona giusta, dell’importo giusto e per il periodo giusto.
È questo il livello di precisione che i cittadini hanno il diritto di aspettarsi da un ente pubblico.
E su questo, come Consumatori Italiani Calabria ETS, continueremo a vigilare.